ESPERIENZA IN ROMANIA
Desidero condividere con voi la mia esperienza. Io, sola, in Romania, perché il 17 maggio 2008, Sr.Rosa e sr. Bindhu hanno dovuto rientrare in Italia per i documenti. In Romania è molto difficile ottenere l’autorizzazione a rimanere nel Paese per chi non appartiene alla Comunità Europea. Alcune sorelle mi hanno scritto: “Hai avuto coraggio!”…Altre hanno detto: “Che coraggio ha avuto la Madre Generale a lasciarti sola…” Da parte mia, nessun coraggio!ho solo accettato e condiviso con serenità e pace quello che la Madre desiderava: “lasciare in Romania una presenza significativa di FSCJ”. Però credo che man mano che il tempo passa, si preoccupi del fatto che sono da sola, ma…niente succede a caso…Lui ha permesso che io faccia un’esperienza unica nella mia vita. Ho esperimentato che essere missionaria è “farsi tutta a tutti”, senza discriminazioni. In Romania non c’è la povertà dell’Africa, ma tanta sofferenza, legata agli avvenimenti passati, alla paura, alla chiusura della gente… In questo periodo, nel quale vado a dormire da “nonna Maria”, cerco ogni volta di cambiare strada per incontrare altre persone, bambini di ogni età, giovani coppie a passeggio con i loro piccoli. Porto sempre con me la reliquia e l’immagine della nostra Fondatrice...E’ Lei che mi guida per le vie della città, è Lei che mi suggerisce il saluto conveniente per ogni persona che incontro. Vi racconto due episodi che non posso dimenticare: una giovane mamma, a passeggio col suo piccolo nella carrozzina, aveva un volto triste:::Mi sono avvicinata al piccolo (di soli otto mesi) e gli ho detto: “Come sei bello, assomigli alla mamma…”. Lui ha cominciato a sorridere e ha messo le manine sulla mia mano. La mamma l’ha guardato meravigliata e mi ha detto: “il mio bambino sorride ad una italiana…” Un altro giorno, ero quasi arrivata dalla nonna Maria e go visto, dall’altra parte della strada venire, in senso contrario, una coppia con una piccola nel passeggino. Ho salutato con la mano e le ho fatto “ciao”…I genitori si sono fermati, perché la piccola si era girata e faceva ciao con la manina….E anche un altro bimbo mi mandava baci con la mano…I piccoli hanno sempre fatto parte della mia vita….E che dire degli ammalati che vado a visitare in Casa? Quanta sofferenza! Al momento dei saluti mi dicono: “Quando torni? Io sono qui!”. E le anziane che incontro per strada?…Prima ero io che salutavo, ora sono loro che mi fermano, mi parlano,….anche se non capisco tutto. Ho avuto l’occasione di gioire per cinque bambini che hanno ricevuto, per la prima volta, Gesù e per un battesimo, durante la celebrazione della Santa Messa domenicale, e di piangere con chi ha perso una persona cara::: Questo è carità…La carità non si improvvisa. E tornano alla memoria gli scritti dei Fondatori: “Le FSCJ attingono la carità dalla sorgente stessa dell’amore…” Se ci lasciamo trasformare il cuore per ardere della Sua stessa carità, facendoci tutta a tutti…ben venga il Voti di carità! Ringrazio il Signore di questo dono, la Madre Generale, che mi ha dato questa opportunità, i miei genitori che, con la loro vita, mi hanno insegnato ad amare i piccoli, gli anziani e a fare la carità ai più poveri. Il Signore ha esaudito un mio desiderio che porto nel cuore da quando sono entrata nell’Istituto: essere missionaria è donare la vita per gli altri. Tutte dobbiamo essere missionarie nel nostro posto di lavoro, se vogliamo essere vere FSCJ. A tutte il mio saluto, alla Madre Generale il mio grazie.
Suor Giuseppina Soregaroli
|