UN VIAGGIO RICCO DI SPERANZA
Nell’incontro con l’Africa, il Papa, oltre a consegnare l’Instrumentum laboris per l’assemblea dei vescovi del prossimo autunno, ha spaziato attraverso tutti i grandi problemi che riguardano oggi la Chiesa e la società. Ha soprattutto infuso fiducia e speranza a un continente desideroso di riconciliazione, di giustizia e di pace.
Il viaggio, dal 17 al 23 marzo, si è svolto in due tappe: in Camerun per la consegna dell’Instrumentum laboris della seconda assemblea speciale del sinodo per l’Africa di ottobre e in Angola per ricordare i 500 anni dell’evangelizzazione.
“Figli e figlie d’Africa, non abbiate paura di credere, di sperare e di amare, di dire che Gesù è la via, la verità e la vita”. L’Africa “è chiamata alla speranza attraverso voi e in voi! Con Cristo Gesù, che ha calpestato il suolo africano, l’Africa può diventare il continente della speranza”. Così Benedetto XVI si è rivolto giovedì 19 ai vescovi del Camerun e ai rappresentanti delle Conferenze episcopali d’Africa, ai sacerdoti e ai fedeli, durante la messa in occasione della pubblicazione dell’Instrumentum laboris, nello stadio di Yaoundè. Richiamando la festa liturgica di san Giuseppe, ha esortato i padri e le madri di famiglia ad “avere fiducia in Dio” incoraggiandoli, ha rilevato che “alcuni valori della vita tradizionale sono stati sconvolti” e “i rapporti tra le generazioni” si sono così modificati “da non favorire più come prima la trasmissione delle conoscenze antiche e della saggezza ereditata dagli antenati”. Inoltre l’odierno “esodo rurale” ha profondamente intaccato “la qualità dei legami familiari”. Per questo, “sradicati e resi più fragili, i membri delle giovani generazioni”, spesso “cercano rimedi al loro male di vivere rifugiandosi in paradisi effimeri e artificiali importati”.
Per quanto riguarda il sinodo e l’Instrumentum laboris, la giornata-chiave è stata quella di giovedì 19. Riconciliazione, giustizia, pace, cioè i temi del sinodo, secondo il Papa devono risuonare in tutto il continente africano che “conosce purtroppo in molti luoghi conflitti, violenze, guerre e odio”. Parlando al Consiglio speciale per l’Africa del sinodo dei vescovi, il Papa ha notato che “nel contesto socio-politico ed economico attuale del continente africano che cosa c’è di più drammatico della lotta spesso cruenta tra gruppi etnici o popoli fratelli”. I conflitti locali o regionali, i massacri e i genocidi che si sviluppano nel continente devono interpellarci in modo tutto particolare: se è vero che in Gesù Cristo noi apparteniamo alla stessa famiglia”, non dovrebbero dunque più esserci odio, ingiustizie, guerre tra fratelli”.
DA TESTIMONI N° 7- 15 APRILE 2009
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