Eco di RANGU per chi viene o vi ritorna a Rangu oltre che dalla bellezza della natura che lo circonda viene a trovarsi in una realtà molto precaria e ne avverte l'accentuata povertà, fenomeno che si percepisce anche nella nostra società italiana, ma di qui è molto evidente.
Alle cure ospedaliere si ricorre solo nei casi di estrema gravità, gli interventi non urgenti si rimandano e anche le consultazioni a ambulatoriali sono molto diminuite e i medicinali prescritti e acquistati sono solo lì essenziali. Si cercano i rimedi tradizionali al villaggio e certe volte le conseguenze sono gravi.
Sono fortunati i bambini adottati, i bambini del centro nutrizionale, della nostra scuola materna, loro hanno un pasto giornaliero assicurato e di che vestirsi.
Se aumenta la povertà aumenta anche la necessità di intervento socio economico caritativo, ma anche a noi tante volte non rimane che allargare le braccia e alzare gli occhi del cielo.....”donde vi verrà l'aiuto?....”.
La speranza è la forza che non lascia posto allo sconforto, noi siamo qui per loro, con loro e non siamo soli. Noi tutti uomini di buona volontà che siamo chiamati a “essere testimoni del crocifisso risorto che è apparso ai suoi” possiamo e dobbiamo incontrarlo nella nostra vita scoprendolo nell'altro. Ero ammalato e mi avete curato, ero affamato e..... Questo è possibile nella misura in cui viviamo il comandamento dell'amore. Siamo chiamati ad essere uomini e donne di fede e di speranza, di credere in Cristo risorto, ama la vita, la difende e la testimonia con gioia poiché è pienamente convinto che dove è Lui, là saremo anche noi.
Il sorriso di un bimbo,lo sguardo di una mamma, la mano tesa di un vecchio sonno la certezza che forse un domani la situazione cambierà. Aauguriamoci che i responsabili del paese prendano coscienza, i giovani credano in un futuro e cerchino di operare per il bene comune onde impedire che altri lo facciano al loro discapito.
Passerà ancora molto tempo, ma alla fine qualcuno ci sarà, ne prenderà coscienza e allora....... “terra nuova.......” Maddalena
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