Sabato, 01 novembre
· Lettera dall'India : la fede esce rafforzata dalle persecuzioni
Domenica, 28 settembre
· Fondamentalisti indu' in India
Giovedì, 01 maggio
· In streaming il video sul viaggio a febbraio in India
Sabato, 01 marzo
· Viaggio in India Passaggi in India 2 parte
· Di ritorno dall'India :passaggi in India 1 parte
Venerdì, 27 aprile
· Il distretto indiano diventa Provincia
Venerdì, 02 giugno
· Kiliroor apertura della 1 elementare?
· Notizie da Kalyan
Giovedì, 01 giugno
· In streaming mettiamo i primi video amatoriali dalle missioni
Domenica, 28 maggio
· India: metà dei posti nelle università riservate alle caste più basse

India: Lettera dall'India : la fede esce rafforzata dalle persecuzioni
[emmeci] Sabato, 01 novembre @ 09:54:39 CET
Notizie dalle missioni

Dalla…PROVINCIA  BENAGLIO

“La fede esce rafforzata dalla persecuzione, come all’epoca selle catacombe”.

Mi è stato chiesto di descrivere la situazione di persecuzione che tanti cristiani-laici e religiosi/e vivono in varie parti dell’India. Lo faccio con la convinzione che il sangue dei Martiri fa crescere la Chiesa…così è stato all’inizio del Cristianesimo.

L’India famosa per la sua tolleranza, non violenza e armonia tra le varie religioni, ha dato un importante contributo culturale e religioso per tutto il mondo. Al secondo posto nel mondo, come popolazione, l’India è composta per l’85% da Induisti, il restante 15% si suddivide tra Musulmani, Cristiani, Buddisti, Sik, Saurashtrians ecc. e cristiani, questi ultimi solo il 2,5% della popolazione.

Indipendente dal 1947, è diventata Repubblica Democratica nel 1950, quando è stata approvata la Costituzione in cui si afferma che ogni cittadino può scegliere e professare liberamente la propria religione. Dal 24 agosto 2008 il popolo cristiano dell’India, però, subisce violenze, specialmente, nello stato dell’Orissa, dove i cristiani sono accusati di far proseliti tra gli indù con conversioni forzate.

L’Orissa è stata la prima regione indiana ad adottare una legge “l’Orissa Freedon of Religion Act” contro le conversioni forzate nel 1967. La pratica e la propaganda della religione sono garantite dalla Costituzione, ma certo esistono anche gruppi evangelici che agiscono ai margini della legge. La Chiesa si limita a fornire servizi gratuiti, come le scuole, in cui la maggioranza dei bambini non è cristiana. E’ vero che vi sono molte conversioni, ma nascono dalla convinzione e dall’adesione del cuore.

Gli indù hanno preparato la lista dei cristiani da eliminare. In Orissa le milizie fondamentaliste Bajrang Dal Rashtrya Swayamsevak Sangh, arrivano con le taniche di benzina per bruciare e distruggere. Ferocemente ostili alle conversioni al cristianesimo, hanno abbattuto alberi secolari per sbarrare la strada allo “spettacolo” di 4014 case distrutte, 150 chiese bruciate,35 morti, 50.000 rifugiati, inclusi laici, religiosi/e. Circa 6.000 cristiani sono ancora nascosti nella giungla, nel tentativo di sottrarsi a ulteriori atti di violenza. Sono dalit e adivasi, persone molto povere, classificate dalla legge indiana come Scheduled Tribes e tutelate con agevolazioni su scuola, tasse, occupazione, poiché non hanno casa, non hanno da mangiare, né da vestire e neppure un posto per dormire…e sono oppressi e ignorati dalla nazione. Negli ultimi quindici anni fra di loro si sono convertite più di 30.000 persone. Questo ha suscitato l’odio degli estremisti e l’indifferenza o il rifiuto dei politici che negano le sovvenzioni statali.

Le violenze contro i cristiani in Orissa e Karnataka sono pericolose e sconvolgenti. Attualmente la situazione rimane tesa e continuano gli attacchi e i saccheggi  contro le istituzioni cristiane. Tutto questo è certamente contrario ai diritti umani dei cristiani. P. Babu Joseph, portavoce della Conferenza dei Vescovi Cattolici dell’India (CBCI) afferma che l’episcopato “è scioccato nell’apprendere che i cristiani dell’Orissa, che sono già stati vittime della violenza, sono ora costretti a diventare induisti e ad attaccare le loro chiese, in cui hanno lodato il Signore per tanto tempo”.

In Orissa hanno bruciato diversi orfanatrofi e altre istituzioni di carità. Noi temevamo che arrivassero anche al nostro orfanatrofio di Kalyan – Mumbai. Per un’intera settimana siamo state in pericolo a Bhadravathi, Uttarakoppa e in Mangalore. Le sorelle della comunità di Bhadravathi (Karnataka), sono state minacciate e informate di stare vigilanti e la polizia ha assicurato protezione per diversi giorni. In questo periodo, per misura prudenziale, non vanno al villaggio dove, solitamente, svolgono la loro missione. Anche a Uttarakoppa la polizia promette protezione, ma è difficile fidarsi perché sono induisti…

Per questo abbiamo fatto rientrare a Pullarikunnu (Kerala) le aspiranti che erano in Badhravathi e le postulanti che erano in Uttarakoppa (Karnataka).

In Karnataka gli estremisti bruciano le cappelle e, nelle chiese più antiche, l’altare e il Crocifisso. Hanno attaccato anche i conventi. Distruggono pensando di eliminare i cristiani… E’ molto triste il silenzio del governo del nostro paese…che non si è attivato contro questa violenza, permettendo così ai fondamentalisti di continuare la loro opera di distruzione. Ma grazie alla preghiera di tutti, questo grande dolore ha fatto unire tutti i cristiani nella intercessione e nella solidarietà. Come in ogni parrocchia le famiglie hanno condiviso i loro beni per aiutare chi è nel bisogno, così noi, FSCJ della Provincia Benaglio, abbiamo dato il nostro contributo per questa situazione. I fanatici e gli estremisti non possono distruggere la fede cristiana, e anche se stanno perseguitando i cristiani, attraverso queste dure prove, Gesù evangelizza.

In ogni stato, dove è presente la Chiesa, i cristiani si riuniscono per protestare pacificamente, per fare momenti di preghiera e collette da mandare in Orissa. Le nostre comunità continuano a pregare per ottenere la pacifica convivenza tra le varie religioni dell’india e la libertà di professare la propria religione. Questo tempo è, per le FSCJ come per tutti i cattolici dell’India e del mondo, tempo di preghiera, di penitenza e di astinenza. Diviene un momento di verifica della qualità della nostra missione e dedizione per richiamarci alla radicalità evangelica, che ci rende sempre più coscienti della nostra Consacrazione e Missione come FSCJ e dell’importanza di vivere il Carisma come i nostri santi fondatori hanno sognato per noi.

Siamo riconoscenti per la preghiera, il conforto, la solidarietà e le parole di coraggio della Madre Generale e del suo Consiglio, come per quelle di tutte le FSCJ che da ogni realtà della Congregazione ci hanno seguito in questo doloroso momento. Il nostro grazie va anche ai gruppi di laici e amici che ci sono stati vicini, trasmettendoci coraggio e affetto. Questo significa che dovunque siamo, siamo uno nel Cuore di Gesù.

Suor Maria Stella Kollikolavil - fscj

 


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India: Fondamentalisti indu' in India
[emmeci] Domenica, 28 settembre @ 09:22:28 CEST
Notizie dalle missioni I mass media ne hanno parlato poco,tranne alcune agenzie cattoliche e il giornale Avvenire. In India sono avvenuti saccheggi e morti . I fondamentalisti indu hanno attaccato chiese e missioni ciristine  ferendo e uccidendo . Sembra che il governo sapesse in anticipo di possibili attacchi,ma non ha detto niente e inizialmente non è intervenuto. Le nostre sorelle sono chiuse in casa e fino a una settimana fa non era possibile passare da uno Stato all'altro. I saccheggi sono iniziati nello Stato di Orissa e poi sono passati nel Karnataka e nel Kerala doce vi sono forti gruppi di cristiani.
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India: In streaming il video sul viaggio a febbraio in India
[emmeci] Giovedì, 01 maggio @ 15:46:26 CEST
I laici e noi: insieme per la missione

Potete vedere il video del viaggio in India fatto a febbraio 2008. E' un filmato amatoriale, direi molto amatoriale,ma che ci fa vedere alcune case nostre e  il viaggio che intenderemmo fare a ottobre di quest'anno.


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India: Viaggio in India Passaggi in India 2 parte
[emmeci] Sabato, 01 marzo @ 07:41:51 CET
I laici e noi: insieme per la missione

Si riprende il viaggio in direzione Mangalore: la casa provincializia di Thokottu e l’ostello di Kankanady sono piccole realtà circondate da migliaia di palme, chiuse in giardini silenziosi e sereni. Osservo le persone da dietro un minuscolo albero di papaya: sfilano pensando alla spesa, al lavoro, alla scuola. C’è pace, e un caldo umido che ricorda l’afa dei pomeriggi di luglio nel cortile sotto casa, quando si era bambini. Tra i piedi fiori, formiche giganti e terra rossa; nel cielo miliardi di corvi e più su qualche aquila.
Un po’ di riposo tra la gioiosa accoglienza della Provinciale Sr. Molly a Puliarikunnu e poi il viaggio riprende verso il mare: destinazione Udayamperoor, l’antica Diamper.


A Udayamperoor siamo accolti nel centro per l’assistenza di donne con problemi mentali: la realtà è importante e gestita in maniera esemplare. La vicina Cochin è invece un importante porto, dove sono passati olandesi e portoghesi e dove si era insediata una grossa comunità ebraica. Tra le stradine del quartiere semitico, tra mercati di stoffe e di antiquariato, ci accompagnano sr. Tom Grace e il buon Danish.


Abbiamo così visitato otto comunità delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù appartenenti alla Provincia indiana: è stato un viaggio che ci ha portati dalla baia scintillante di Mumbai a Cochin, nel meraviglioso Kerala; dall’Oceano indiano alla foresta di Koppam. Ci ha fatto compagnia il colore delle vesti e dei fiori, i volti dei bambini che abbiamo incontrato, la loro faccia stranita e curiosa nel vedere noi bianchi; i sorrisi delle suore della Provincia indiana; la fede vera che sostiene la loro opera quotidiana.


Nel confronto senza vincitori tra le civiltà occidentale e quella asiatica del subcontinente indiano “noi” non ne usciamo a testa alta. E’ una sensazione, questa, che ti attanaglia quando nell’aeroporto di Mumbai ti fermi a guardare la gente e quando finalmente ripensi al viaggio che è appena terminato.
Le disparità in India sono grandi e le contraddizioni crescono assieme al progresso ma non si dimentichi che la tradizione è anche quella del pluralismo culturale, etnico, religioso e del dialogo tra diversi; in breve tempo le assurde arretratezze delle caste e la “modernità” incalzante troveranno un equilibrio. Nel frattempo le Figlie del Sacro Cuore di Gesù, in quella provincia così lontana da noi, educheranno l’uomo ad aiutare l’uomo, portando con coraggio i sorrisi da un villaggio all’altro, quell’entusiasmo che qui “da noi” troppo spesso ci siamo abituati a dimenticare.

L’esperienza di conoscenza e condivisione è stata resa possibile grazie al Cam , a madre Lorenza [che per otto anni ha visto crescere le comunità del distretto indiano] e suor Antonietta, alla presidenza dell’Istituto Seghetti, alla madre Provinciale dell’India sr. Molly, alla madre Provinciale ed infine alla nostra guida amorevole sr. Mary Joseph.
Un ringraziamento dal profondo del cuore e commosso va a suore, aspiranti e juniors che hanno incrociato e sostenuto i nostri passi per due settimane: per le cene serene, i guadi nella foresta, la corriera di notte, le notti stellate, i ventilatori del treno, i tabernacoli colorati, i cani rognosi e i cocchi da bere, l’oceano, i sorrisi, gli occhi, la generosità esemplare e semplice che mai dimenticheremo.


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India: Di ritorno dall'India :passaggi in India 1 parte
[emmeci] Sabato, 01 marzo @ 07:39:40 CET
I laici e noi: insieme per la missione

Passaggi in India
[5 -19 febbraio 2008]

Come la vita è un libro impossibile da tenere in mano tranquillamente, un cantare e struggersi irrimediabilmente la voce, così le impressioni che riaffiorano da questo viaggio in India sono quelle che profumano di nuda terra, dimentiche del sé, e che accolgono il sole alla stessa maniera con cui accolgono la sofferenza. L’India è stata subito un calarsi nel traffico impossibile di Mumbai, nel caos ordinato da nessuna regola, nella gimcana di rickshaw e camion multicolori, tra i clacson e gli scarichi ripugnanti dei diesel arcaici di Mahindra e Ambassador english style.
Ma mentre da noi c’è disordinato ammasso di tentazioni, ideologie, immagini e maschere qui c’è limpida confusione; al massimo uno spropositato, ingenuo gusto per il kitch che però ha niente a che vedere con la volgarità dell’Occidente. In India il colore dura poco perché viene presto coperto da polvere e fango; o viene portato dai milioni di  vecchissimi ventilatori appesi ovunque; talvolta è fatto da accostamenti artificiosi e fortissimi ma come per magia avvolge tutto e, autorigenerandosi, difende la vita di ciascuno, a qualsiasi casta appartenga. Assenza invece che pienezza: ecco dove sta lo smisurato mistero, profondissimo ed incompreso.
Una delle questioni da risolvere sta proprio nella sfida che l’India ha intrapreso e che riuscirà a vincere, abituata com’è a rischiare per la libertà: parliamo della tolleranza. Questa anomala democrazia da tre miliardi e mezzo di persone ne ha la metà di analfabeti, dei quali quasi cento milioni [il doppio degli abitanti in Italia!] largamente sotto la soglia di povertà: sottoalimentati, senza acqua potabile e strutture fognarie.
Mumbai [la vecchia Bombay] è una megalopoli da venti milioni di abitanti: la più grande e la più ricca dell’India: più che una megalopoli andrebbe vista come una super-città dalle cifre spaventose e incontrollate che nel giro di vent’anni secondo le stime duplicherà la sua popolazione, anche se nessuno sa se concentrazioni di povertà altrettanto gigantesche [con incremento parabolico] saranno biologicamente sostenibili.
E sì che a vederla dall’alto, da un finestrino di un boeing, sembra un firmamento scintillante, divertita accozzaglia di parure di diamanti; niente potrebbe far pensare che siamo davanti alla più grande bidonville della nazione, mentre al calare veloce della sera migliaia di persone si sistemano sotto tettoie improvvisate lungo i marciapiedi di una miseria talmente nera che i fuochi accesi non riescono minimamente ad illuminare. Animule solitarie accanto a lucignoli fumiganti o a bidoni incendiati, cani rognosi in cerca di ogni cosa, bambini come marchi indelebili in ogni nostro sguardo, ombre a piedi scalzi tra i cavalcavia e i rickshaw abbandonati. Polvere. Macerie e polvere nera. Poltiglia e pozzanghere.
Entrare nello slum è come penetrare nelle viscere del mondo, in cui è però possibile trovarvi molta dignità, colore e profumo d’uomo. Ad esempio nella scuola presso la minuscola chiesa di S. Sebastiano: 180 bambini nelle loro uniforme a quadretti rosa, cravatta rossa e calze bianche: l’istruzione, nonostante tutto, è una cosa seria ed è come non mai il motore della speranza indiana. Un giovane parroco e -qualche baracca più in là- una piccola comunità di suore che insegna ad altri bambini, tiene un dispensario e fabbrica particole.
A Kalyam, distretto di Thane, una dozzina di bambine vivono nel piccolo edificio delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù. Come le loro sorelle delle altre comunità rispondono con forza alle esigenze di educazione, alfabetizzazione, nonché di animazione parrocchiale. La realtà di Kalyam, già molto impegnativa, è resa complicata dagli spazi esigui dove sono costrette ad operare e da alcuni episodi di intolleranza da parte degli indù. Nonostante ciò Sr. Molly e le sue compagne non demordono e sostengono un progetto meraviglioso che seguirà le bambine fino al matrimonio, istruendole e donando loro quella dignità e quella gioia di vivere che qualcuno le ha tolto.

In treno fino a Bhatkal, nel Karnataka e poi un paio di giorni da passare nella foresta: Koppam. Le notti a Koppam scoppiano di stelle, esorbitano di silenzio, riempiono l’animo. Non arriva nemmeno la corrente e un pannello fotovoltaico è appena sufficiente per la luce. Poco distante gli abitanti dei villaggi, in capanne di fango e foglie di cocco, accendono i fuochi per cuocere e proteggersi dagli animali. Sembra essere tornati ad un’epoca, a delle abitudini che in realtà non ho mai conosciuto. Vivere, per Claire, Betty, Supriya e padre Thomas è visitare quotidianamente i villaggi, benedire distillatori di ramacha, fare catechismo, procurare il cibo per i bisognosi oltre che mungere l’unica mucca, coltivare banani, cocchi e papaye, estirpare chili di tapioca, urlare a Tippù di far meglio la guardia al campo.


Da lì al distretto di Shimoga il viaggio è lungo, lunghissimo: le Jog Falls, poi di nuovo la città intasatissima con i bianchi zebù che gentili stanno in disparte per evitare il traffico. A Bhadravathi siamo accolti da Sr. Lissy che con la sua moto raggiunge velocemente la città -caoticissima- e i molti villaggi. La Comunità gestisce alcune scuole materne, un centro per la promozione e lo sviluppo della donna accanto a quello di taglio e cucito oltre all’assistenza per le famiglie di qualsiasi religione o cultura del villaggio promuovendo e realizzando progetti sociali e sanitari per le classi sociali più disagiate. A Bhadravathi mancano gli spazi e molte altre risorse che faciliterebbero il lavoro delle suore, ma questo non ferma l’operato coraggioso che ogni giorno registra nuovi, importanti risultati.


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India: Il distretto indiano diventa Provincia
[emmeci] Venerdì, 27 aprile @ 16:30:57 CEST
Notizie dalle missioni

Per una famiglia religiosa è importate il passaggio da distretto (in cui sei ancora molto seguita) a Provincia in cui ti stai avviando verso l'indipendenza per una realtà.

E' così per l'india dopo 25 anni . Alla fine di maggio celebrerà il primo capitolo Prociale  in India.

Auguri.Tantissimi.!!!! Non si sa mai che vi veniamo a  trovare.


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India: Kiliroor apertura della 1 elementare?
[emmeci] Venerdì, 02 giugno @ 17:09:47 CEST
Notizie dalle missioni I genitori dei bambini della scuola materna di Kiliroor chiedono insistentemente che venga aperta la 1° elementare per permettere ai lori figli di continuare gli studi presso la stessa scuola.....Speriamo che questa richiesta possa diventare  realtà dal prossimo anno scolastico.
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India: Notizie da Kalyan
[emmeci] Venerdì, 02 giugno @ 17:07:58 CEST
Notizie dalle missioni Alcuni anni fa si è aperta a Kalyan alla periferia di Munbai ( ex Bombay) una nuova comunità il cui servizio è verso i piccoli con una scuola  materna e dove i bambini soli o  abbandonati possono trovare un ambiente accogliente.
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India: In streaming mettiamo i primi video amatoriali dalle missioni
[emmeci] Giovedì, 01 giugno @ 16:25:58 CEST
Notizie dalle missioni Il primo video è un video amatoriale sulla missione in India e il servizio che le nostre sorelle qui compiono.
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India: India: metà dei posti nelle università riservate alle caste più basse
[emmeci] Domenica, 28 maggio @ 17:05:07 CEST
Notizie d'Agenzia New Delhi (Agenzia Fides) - La Conferenza Episcopale dell’India ha espresso soddisfazione e apprezzamento per la decisione del governo dell’Unione Indiana di riservare il 50% delle iscrizioni nelle università pubbliche a giovani appartenenti alle caste più basse o fuori casta.
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