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DALLA MISSIONE DEL PARAGUAI
“... Diamo grazia a Dio in tutte le circostanze...” 1Tes 5,18
Veniamo a voi, con uno speciale ringraziamento e gratitudine per il tempo, le energie, la dedizione, i sacrifici, le condivisioni, le preghiere, la comunione e la sintonia con la missione della Congregazione in Paraguay. Talvolta, le nostre parole di gratitudine non sono sufficienti per dire tutto ciò che meritate. Abbiamo già ricevuto la somma in denaro, frutto delle azioni della giornata della solidarietà e di altre attività effettuate durante l’anno e lungo il mese missionario 2009. A poco a poco stiamo usando la somma ricevuta, in vari progetti di formazione per la gioventù, in laboratori di musica, di artigianato per giovani e donne, nella medicina alternativa e nel materiale di animazione vocazionale. La Divina Trinità ci guidi e ci illumini, la protezione di Maria Santissima ci accompagni, i nostri Fondatori intercedano per noi. Vi abbracciamo e auguriamo ogni bene. Le Sorelle: Odila Gaviraghi Edviges Batista Ferreira Delmira Dall’Alba
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dall’Australia
Un’altra comunicazione di P. Ennio con buone notizie
Saluti. Questa volta ho belle notizie. L’emergenza incendi è finita. Martedì avevamo 5.000, sì, cinque mila pompieri con i loro automezzi e elicotteri a combattere le fiamme. Con il vento che era previsto raggiungere 150 Km orari e temperature sopra i trenta si temeva il peggio. Grazie a Dio, il vento ha raggiunto ‘solo’ i 125 Km orari, ma ha portato anche della pioggia, non abbastanza per spegnere i fuochi, ma abbastanza per contenerli. Quel poco di pioggia ci ha salvati e già Mercoledì i pompieri venuti dagli altri stati hanno cominciato il rientro e giovedì gli abitanti dei centri in pericolo hanno potuto ritornare a casa. Gli incendi continuano, ma ora sono sotto controllo e speriamo che venga ancora qualche pioggia a darci una mano.
Ora comincia la ricostruzione delle comunità distrutte. Sono duemila case distrutte e i morti accertati sono 210, ma una trentina di persone mancano all’appello. La polizia sta ancora cercando tra le ceneri per possibili tracce di queste persone.
Hanno già cominciato a costruire villaggi temporanei con case prefabbricate in cui la gente può vivere fino che ricostruiamo le loro case. Si continua a raccogliere per le vittime degli incendi e ora sono parecchie centinaia di milioni di dollari che sono già stati donati oltre a tante altre cose.
In questa parte dell’Australia, data la natura della zona, dobbiamo convivere con gli incendi, però si cerca di imparare da quello che è successo. Con le temperature in continuo aumento non sarà facile, ma già si lavora a stabilire nuove norme di sicurezza prima di cominciare la ricostruzione. Tutti però sono d’accordo che contro la violenza della natura come durante quello che ormai chiamiamo il Sabato Nero, c’è ben poco da fare.
Augurandovi ogni bene,
Ennio
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Solidarietà di bimbi
Tutto è partito da una domanda che le educatrici hanno rivolto ai bambini: "Cosa vuol dire la parola Andiamo?"
Annalisa: "Andiamo a casa da mamma e papà!"
Martina: "Andiamo a scuola a giocare!"
Andrea: "Andiamo al mare perché ho la tosse"
Francesca: "Andiamo a guardare i libri della scuola"
Lucia: "Andiamo a disegnare"
Lorenzo: "Andiamo a portare i giochi ai bambini poveri"
Educatrice: "Ma forse questi bambini hanno bisogno anche di altre cose, come: medicine, coperte, cibo...ecc."
Lorenzo: "Allora manderò i soldini che ci sono nel mio salvadanaio dell'uomo ragno!"
Educatrice: "Va bene, chi vuole fare come Lorenzo?"
Bambini: "io...io...io...io...io..."
Educatrice: "Bimbi, possiamo procedere in questo modo: prendiamo come contenitore questa grande bottiglia e ognuno metterà nella stessa qualche monetina. Chi mette la monetina potrà avere, come ricordo della solidarietà, il giornalino "Andiamo" ed il calendario del nuovo anno.
Alla fine del nostro progetto Suor Giuseppina si preoccuperà di far arrivare i vostri risparmi, contenuti nella bottiglia, alle persone che ne hanno veramente bisogno."
Geremia: "Ottima idea, oggi lo dico alla mamma!"
Riempie di gioia vedere la generosità dei bambini verso chi ha bisogno, l'entusiasmo nel promuovere piccoli gesti che spesso coinvolgono genitori e parenti e che portano speranza a chi non ne ha più o quasi.
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Un viaggio in Africa
Pinuccia moglie di Diego,presidente dell'Ass. V.Ai, è stata in Africa e ci racconta la sua esperienza....
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Il viaggio di Diego in Albania a Pasqua
Sabato Santo, da un giorno sono giunto in terra albanese...sto riassaporando gli odori di questa zona che in questo periodo sono meno intensi rispetto alla stagione estiva; anche i rumori sono più diradati...e comunque la luce( l'energia elettrica) continua a mancare.
La chiesetta della comunità di Shengjin, presso il salone della casa delle suore si sta riempendo per la benedizione dell'aglio( le suore a turno aprono le finestre per lasciare uscire quest'odore tipico)del formaggio, del pane, della frutta e delle uova...prodotti necessari per la alimentazione
quotidiana. Una donna ha percorso due ore di cammino, scendendo dalla montagna per partecipare a questo rito...è un'occasione per incontrare altre donne della comunità...anche gli uomini entrano in chiesa, anche se sembrano meno a proprio agio.
Mi colpisce il rumore delle borse di naylon che vengono aperte al passaggio di suor Lorenza con l'aspersorio, quasi per far entrare l'acqua santa a contatto con i prodotti.
Con poco ordine ci si avvia a depositare all'altare l'offerta che consiste in un uovo e/o pochi Lek.
I gruppi entrano in chiesa a turno, partecipano alla preghiera e alla spiegazione del significato della benedizione rimanendo tuttavia impazienti di ricevere questa "unzione" che rappresenta un perpetuare una tradizione che si tramanda da una generazione ad un'altra.
Per tutto il pomeriggio, anche al termine della tradizionale cerimonia, il vaso dell'acqua benedetta con l'aspersorio rimane a disposizione per quanti intendono "far benedire" i loro cibi.
Le uova che ci regalano fanno felice suor Rosa che ci prepara dell'ottima maionese e una altrettanta squisita salsetta da contorno per il pollo.
E' la prima volta che passo la Pasqua lontano da casa...tuttavia questa ritualità, questi gesti poveri,queste donne dai visi stanchi mi riportano ai racconti che sentivo dai nonni, quando le tradizioni rappresentavano un vissuto impregnato di fede, quando la terra era sacra perchè risorsa di vita e
quindi si ringraziava e si benediceva....
In Albania, con le mille contraddizioni che si sperimentano, si scoprono gesti che portano a una riflessione che non può fermarsi ai semplici pregiudizi....
Le ragazze albanesi che ci aiuteranno nell'animazione delle attività estive, che ho occasione di incontrare in quei giorni, esprimono quanto difficile e contemporaneamente entusiasmante sia il compito che ci aspetta nel cammino di promozione culturale, sociale e religiosa per tutti, ma in particolare per la donna.
Diego Peron
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Scintille di speranza
E' il 26 dicembre quando dopo esserci lasciati alle spalle la nebbia di Milano sorvoliamo le coste albanesi illuminate da uno splendido sole. Dai finestrini osserviamo le ampie catene montuose, la neve già ricopre le cime più alte al confine col Kossovo e sotto di noi le ampie spiagge, pochissime strade e qualche casa sparsa qua e là.
E' interessante arrivare in Albania dall'alto soprattutto se si è fortunati e il cielo è limpido perché si possono cogliere informazioni visive utili per farsi un'idea di questa terra così poco conosciuta.
In realtà è sempre difficile entrare in rapporto con questo mondo in cui tradizioni antiche si mischiano al desiderio di avvicinarsi sempre di più a un'Europa tanto vicina geograficamente ma purtroppo lontana, ancora troppo lontana.
E' pur vero che rispetto a quest'estate abbiamo notato delle migliorie e dei cambiamenti che danno un po' di speranza: è stata aperta una bella superstrada che dal nord arriva a Tirana, sono stati costruiti nuovi locali e tanti distributori di benzina, il porto di Shengjin è ancora più attivo a livello commerciale e chissà se l'agenzia per la vendita dei biglietti che sta aprendo è un buon segno per il ritorno dei traghetti al porto?!? Vedremo.
Vivere 15 giorni con le suore ci ha aiutato a capire qualcosa in più o meglio a stupirci sempre di più perché certe cose per noi sono difficili da accettare tanto meno da capire.
L'esempio scontato ma eclatante è quello della mancanza ad intermittenza di corrente. Che senso può avere toglierla all'improvviso lungo la giornata per 15 minuti o per un'ora o per un giorno intero? L'unico modo per non innervosirsi è riderci un po' su e spostarsi sempre con la pila in tasca ma...dopo i primi giorni, cenare o leggere al lume di candela perde ogni valenza romantica. L'immagine più triste che ho negli occhi è quella dei bambini all'asilo al buio e al freddo in attesa della corrente per poter disegnare e scaldarsi un po'. Anche al Centro, per ora, come nella maggior parte delle abitazioni il riscaldamento avviene attraverso stufe elettriche e purtroppo nonostante i bambini siano ben coperti il freddo si fa sentire non poco.
Io e Lorenzo abbiamo trascorso un po' di tempo con le animatrici che già avevamo conosciuto l'estate scorsa per il GRIVER e che durante l'anno si impegnano a collaborare con le suore e a dar loro una mano. Insieme abbiamo lavorato, chiacchierato, ascoltato i loro sogni, quelli di ogni adolescente: desiderio di libertà, voglia di conoscere ciò che c'è fuori dal loro piccolo mondo, fatica nel portare avanti gli impegni, interesse a confrontarsi su tradizioni e culture diverse. Più volte hanno chiesto per i GRIVER della prossima estate nella speranza di rivedere alcuni dei volontari che già conoscono alla ricerca anche di un po' di continuità nei rapporti.
Anche noi che poco sappiamo di questa realtà ci rendiamo ben conto che i cambiamenti possono partire solo da queste giovani e dai bambini che le suore accolgono sempre con tanto affetto affiancandoli durante la crescita perché solo con loro potranno compiersi quei processi di trasformazione indispensabili al futuro dell'Albania. Noi desideriamo credere che questo futuro sia possibile, desideriamo vedere nei piccoli miglioramenti un segnale positivo e negli occhi dei bambini quella scintilla di speranza che riempie i cuori di sr Lorenza, sr Rosa, sr Assunta e sr Fernanda e che ha contagiato chi con loro ha condiviso un po' di tempo e che rientrando in Italia non può fare a meno di pensare ogni giorno a cosa succede al di là dell'Adriatico perché un po' del nostro cuore è là nella comunità di Shengjin che ci ha accolto a braccia aperte e di cui un po' ci sentiamo parte.
Barbara e Lorenzo
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........... Come avrete sentito, anche dai giornali, abbiamo fatto la brutta esperienza dell'allagamento a causa del maltempo e delle piogge abbondanti, che hanno colpito tutta l'Albania e creato disagi a tante famiglie e a completi villaggi. Anche Tirana è stata colpita a causa delle fuori uscite del lago artificiale ( hanno aperto intenzionalmente una saracinesca) e l'acqua ha invaso un villaggio lì vicino e la stessa capitale. Anche qui abbiamo vissuto una settimana di panico: oltre alle piogge abbondanti, è caduto un palo della luce nel terreno adiacente, causando un foro e provocando la caduta del muro (in parte) che doveva bloccare l'acqua
dall'altra parte. In brevissimo tempo ci siamo riempite di nuovo e le aule di catechesi e la chiesa sono state inondate. Abbiamo fatto appena in tempo ad alzare qualcosa, ma ...è accaduto l'inevitabile: tutto pieno d'acqua! Pensa che in quei giorni lavoravano giorno e notte 8 pompe per mandare via l'acqua e il gruppo elettrogeno rimbombava nelle orecchie giorno e notte. Abbiamo avuto problemi di mancanza di elettricità per giorni e questo a causa del fatto che quando danno la corrente la danno con sbalzi di tensione, causando tanti problemi. Persino Augusto è venuto, ma il gruppo elettrogeno non è ancora a posto. Forse dovrà venire un tecnico da Milano. Quando piove qui è un vero disastro sempre... tanto più in questa circostanza. A causa di questa circostanza che ha messo in difficoltà tanta gente, la Caritas si è mobilitata ed ha predisposto che si distribuissero aiuti alle famiglie colpite; così il Centro Pace è diventato sede della distribuzione della zona Baracche -Inshull Shengjin e idrovore e noi suore con le ragazze siamo state coinvolte in questo. . Vorremmo anche fare qualcosa con le donne....... Vediamo
Abbiamo iniziato il Centro: oratorio, catechesi e corsi; da gennaio anche il computer: vvuole essere un luogo di incontro, formazione anche professionale, ma piano piano. ........tante sono le difficoltà che vengono dall'esterno...solo per fare attività coi ragazzi e bambini è necessario presentare documentazione al Ministero. Mi pare di capire che lo Stato ci tollera, ma non è molto condiscendente verso la Chiesa; anche se si lavora a favore del popolo: E' stata istituita una commissione statale che fa ispezioni nelle scuole cattoliche e nei centri cattolici per verificare ed è capitato che abbiano fatto togliere... persino il quadro del fondatore. Che dire !
Qui tutto è complicato...è gente così ...da accogliere, amare, servire così come sono.
Sr Fernanda.
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