Dalla Costa d'Avorio: Il piccolo principe nero
Data: Venerdì, 15 maggio @ 09:10:53 CEST
Argomento: Notizie dalle missioni


Da Agnibilekrou : Il piccolo principe dal volto nero

UN PICCOLO PRINCIPE dal volto nero, è planato nel cortile della Parrocchia di Agnibilekrou in Costa d’Avorio il giorno dopo l’atterraggio di fortuna del grande pilota Antoine de Saint-Exupéry. Alla ricerca di un interlocutore, il piccolo ometto ha cominciato a chiedere (come fa ormai dal 1943) all’aviatore stesso, preoccupato di riparare il suo velivolo in panne in pieno deserto del Sahara: “S’il vous plaît… dessine-moi un mouton!” (“Per favore, disegnami una pecora”!) Eh, sì, il piccolo principe qui parla la sua lingua d’origine: il Francese. Il recital si è aperto con la proiezione del disegno di una pecora “molto malata”, secondo il parere del Piccolo Principe, immagine che ha catturato subito l’attenzione e la curiosità di un folto pubblico di giovani e adulti.

Don Massimo ha fatto costruire il mezzo velivolo, quel tanto che serviva e che in prospettiva ti lasciava immaginarne l’altra metà, con elica appropriata; ha scelto con cura gli attori, ha fatto cucire per ciascuno l’abito del personaggio, ha creato una coreografia accattivante e moderna: le luci, i canti, il sonoro sono stati ben coordinati attraverso: consolle, impianti di diffusione, microfoni , tutti strumenti precedentemente acquistati ad Abidjan, la Capitale della Costa D’Avorio, con il sostegno economico dei genitori e degli amici italiani dello stesso don, proprio per avviare l’attività teatrale di cui lo stesso sacerdote è esperto. La proiezione gigante dei disegni richiesti dal Piccolo Principe fino a quello della pecora che dorme dentro la scatola, ma l’unica capace di convincere il piccolo protagonista, è stata un’idea intelligente; i balli interpretati da un gruppetto di ragazzi e ragazze abbigliati anni ’60, hanno creato quel tocco di modernità ed hanno accompagnato, assieme al narratore, il piccolo cercatore di amici nel grande viaggio tra gli Asteroidi.

Abituati a vedere in copertina un Piccolo Principe dai capelli “del colore del grano” e un po’ sparati al vento questa volta Christoph, è un bellissimo ragazzetto dalla pelle nera, con dei lineamenti finissimi; egli ha offerto l’immagine di un Piccolo Principe Africano come il deserto del Sahara. Egli per salvare la sua rosa affettivamente così… delicata, che non sa come difendere dai pericoli, piega verso di sé l’improvvisato… meccanico, lo distoglie dalla sua preoccupazione così terrestre, attraverso quel “misterioso paese delle lacrime”. I giovani attori hanno saputo interpretare molto bene il proprio personaggio: - l’Aviatore, che alle prese con martello, bulloni, fame e sete cerca di accontentare con i vari disegni il piccolo ometto “che mai dimenticava una domanda una volta che l’aveva posta” e lo fa meglio che può, superando lo smacco… “di aver abbandonato, all’età di sei anni, una magnifica carriera da pittore” dedicandogli del tempo, ma mirando a non superare gli 8 giorni di panne, decisi dalla scarsità dell’acqua; - il Re avvolto nella sua boria di voler comandare a tutti i costi su qualcuno… e che pretende di trattenere il piccolo suddito per avere almeno qualcuno cui chiedere l’obbedienza già che “l’Autorità si poggia sulla ragione”; - il Vanitoso che non intende altro che gli elogi ed è seduto ad aspettare ammiratori; - il Matematico che ricomincia milioni di volte il conto dei milioni di stelle, illudendosi di possederle solo per il fatto che le conta e le riconta…

E’ serio, lui!; - il Lampionaio, l’unico personaggio che il Piccolo Principe non trova ridicolo e che si dispiace di lasciare forse perché “lui, almeno, si occupava di altre cose che di se stesso...”. Questo “lampionaio” ha creato una suggestione scenica particolare con quel suo accendere e spegnere il lampione con una perfetta sincronia tra il suo toccare il vetro con l’asta, e quello del tecnico delle luci che operava, nascosto presso la consolle; - la Volpe che con il suo segreto: “…non si vede bene che col cuore.

L’essenziale è invisibile agli occhi”! riesce ad illuminare il cuore del Piccolo Principe, e aggiunge: “…è il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che fa la tua rosa importante”! Poi, per non perdere l’amico, si permette di avanzare la sua richiesta: “Addomèsticami !... io ascolterò il rumore dei tuoi passi che saranno come una musica. Vedi, laggiù, i campi di grano? I campi di grano non mi dicono niente, ma tu hai dei capelli color d’oro. Allora ciò sarà meraviglioso quando tu mi avrai addomesticato! Il grano che è dorato mi farà ricordare te. E io amerò il fruscio del vento tra il grano… Per favore, addomesticami! - Io lo voglio, ma io non ho molto tempo: ho degli amici da scoprire e molte cose da conoscere. - Non si conoscono se non le cose che si sono ammaestrate. Gli uomini non hanno più il tempo di conoscere niente. Acquistano le cose presso i mercanti. Ma poiché non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico, addomesticami!

Tutti i presenti hanno apprezzato “l’opera” che voleva dare a tutti i presenti l’opportunità di riflettere sulle semplici verità racchiuse in tante suggestioni; hanno applaudito gli attori, ma in particolare don Massimo il quale ha annunciato di ripetere presto la rappresentazione in un’altra zona di Agnibilekrou ed anche fin su al Nord, a Tanda. Ciascuno ha potuto ritrovarsi qua e là tra i personaggi riconoscendo che i difetti o qualche tocco di sapienza… forse, ci sono anche in noi, un po’ mescolati e anche noi vaghiamo nei nostri mille pianeti quelli delle nostre aspirazioni alla ricerca… di qualcosa. Noi possiamo lasciare idealmente il Piccolo Principe, troppo virtuale e intrattenerci con il Grande Re presente nel nostro piccolo-grande pianeta che è il cuore dove Egli ci può ammaestrare, se lo vogliamo. Fatti ad immagine del Gran Re del cui Amore siamo una scintilla, possiamo entrare nella sua amicizia e trovare la salvezza, quella dell’Agnello immolato che ricrea l’immagine perduta.

Sr.Maria Grazia Astori









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