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Abbiamo creato un blog per fare incontrare chi desidera fare volontarito con noi. Per il momento è la richiesta che hanno fatto chi parte per il centrafrica.
Può scrivere anche chi vuole
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E' iniziato domenica 21 il corso al Cum a Verona per chi desidera partire per un estate missionaria.
Abbiamo messo a sinistra in pdf le relazioni ache abbiamo avuto.
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Oggi, 5 agosto 2009, siamo partiti per l’Albania. Chi ci è arrivato in auto (gruppo “Seghetti” di Verona), chi è giunto in aereo (gruppo di Brescia). Cosa ci ha spinti lo sappiamo: il desiderio forte di un incontro con una popolazione ed una terra a noi sconosciute. Cosa troveremo rimane un’ipotesi azzardata. Ci aspettano sicuramente le quattro meravigliose suore della missione di Shengjin, al Nord, ma il resto è l’incognita di una povera terra schiacciata dagli abusi potere, dal regime, sino alla fine degli anni ’90, quando noi vivevamo già da tempo i preziosi frutti della democrazia.
Questa terra, al primo sguardo, ci ha offerto rifiuti, un’aria inquinata da auto malridotte, strade dissestate e cubi di case abbandonate. La natura, bene comune di tutti e per tutti, non viene considerata qui un effetto personale da preservare (a differenza di Tirana o Kruja, vecchia capitale dell’Albania). Tuttavia, il contatto con la gente, con i ragazzi animatori che hanno collaborato nell’attività di Grest per i bambini, ci lascia sperare nella voglia di cambiamento.
Non è stato facile lavorare con classi numerose, senza regole, poco abituate ad ascoltare, piuttosto interessate al regalino finale portato dall’Italia, quel regalo che molti non si possono comperare. La nostra storia della “Gabbianella e il gatto” ha, però, condotto ad una riflessione profonda sulla speranza, sulla libertà. Un bambino mi dice che la sua aspirazione più alta è quella che l’Albania entri in Europa e lui possa volare in Italia con un visto che, al momento, è ancora impossibile ottenere. L’Italia come terra di speranza.. Vorrà studiare da noi, apprendere, vivere la nostra democrazia e poi tornare e portare questi doni alla sua terra, dove il concetto di libertà è stato confuso con il libero arbitrio, dove ciò che è personale vale qualcosa e ciò che è di tutti non vale più. Questa è la possibilità. C’è chi, invece, vuole realizzare le proprie aspirazioni a Tirana, a Lezha, a Scutari. C’è chi aspirazioni non sembra averne. Mancano spesso i mezzi e, talvolta, anche il pensiero del futuro: è più importante mangiare e sopravvivere ora.
Non so quanto siamo riusciti a promuovere il pensiero, le idee di questi bambini. Abbiamo fatto del nostro meglio in poco tempo. So soltanto che loro ci hanno obbligati a decentrarci dal nostro unico punto di vista italiano per poterli capire. E’ stata una ricchezza inestimabile per tutti e ciò che ci porteremo gli uni e gli altri nel cuore è la convinzione che la gabbianella volerà un giorno, sicuramente, aiutata dall’incontro con il gatto Zorba. E a tutti noi l’augurio di apprezzare quotidianamente, nel giusto valore, il sommo bene a noi concesso dalla storia: la libertà nella democrazia. Ilaria
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Eco di RANGU per chi viene o vi ritorna a Rangu oltre che dalla bellezza della natura che lo circonda viene a trovarsi in una realtà molto precaria e ne avverte l'accentuata povertà, fenomeno che si percepisce anche nella nostra società italiana, ma di qui è molto evidente.
Alle cure ospedaliere si ricorre solo nei casi di estrema gravità, gli interventi non urgenti si rimandano e anche le consultazioni a ambulatoriali sono molto diminuite e i medicinali prescritti e acquistati sono solo lì essenziali. Si cercano i rimedi tradizionali al villaggio e certe volte le conseguenze sono gravi.
Sono fortunati i bambini adottati, i bambini del centro nutrizionale, della nostra scuola materna, loro hanno un pasto giornaliero assicurato e di che vestirsi.
Se aumenta la povertà aumenta anche la necessità di intervento socio economico caritativo, ma anche a noi tante volte non rimane che allargare le braccia e alzare gli occhi del cielo.....”donde vi verrà l'aiuto?....”.
La speranza è la forza che non lascia posto allo sconforto, noi siamo qui per loro, con loro e non siamo soli. Noi tutti uomini di buona volontà che siamo chiamati a “essere testimoni del crocifisso risorto che è apparso ai suoi” possiamo e dobbiamo incontrarlo nella nostra vita scoprendolo nell'altro. Ero ammalato e mi avete curato, ero affamato e..... Questo è possibile nella misura in cui viviamo il comandamento dell'amore. Siamo chiamati ad essere uomini e donne di fede e di speranza, di credere in Cristo risorto, ama la vita, la difende e la testimonia con gioia poiché è pienamente convinto che dove è Lui, là saremo anche noi.
Il sorriso di un bimbo,lo sguardo di una mamma, la mano tesa di un vecchio sonno la certezza che forse un domani la situazione cambierà. Aauguriamoci che i responsabili del paese prendano coscienza, i giovani credano in un futuro e cerchino di operare per il bene comune onde impedire che altri lo facciano al loro discapito.
Passerà ancora molto tempo, ma alla fine qualcuno ci sarà, ne prenderà coscienza e allora....... “terra nuova.......” Maddalena
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Dalla Palestina
Lucia è la nipote di sr. Letizia Conti che quest’anno farà due mesi di volontariato in Palestina Ha scritto delle news. Pubblichamo quelle arrivate ad oggi
3 luglio Cominciamo la saga delle news letter ma questa volta da Betlemme, Palestina, Terra Santa. Questa mail e' breve, per farvi sapere che il viaggio e' andato benissimo, la'ccoglienza degna della miglior tradizione orientale qui a Betlemme. Lunedi' inizieremo il grest. Ci sono 250 bambini (hanno dovuto dir di no a quasi un centinaio x problemi di spazio) e 40 animatori. Noi aiuteremo nei laboratori: nuoto, musica e giochi. Intanto organizziamo visite e ci godiamo una terra ed un sole che parlano e sorprendono
15 luglio scusate se mi faccio viva solo velocemente ma mi hanno appena spostato di abitazione e nel luogo dove sono ora non c'e' internet: direte "ma che centra?" visto che le giornate sono assolutamente piene di cose, persone, cibo... di solito scrivevo la sera, mentre ora devo posticipare al primo momento utile durante il giorno in parrocchia. A parte questo dettaglio tecnico le cose procedono alla grande, con mille iniziative, i nuovi arrivi dall'Italia che hanno portato il gruppo a 7 e con una bellissima sistemazione in famiglia.
Abbiamo assistito a matrimoni, battesimi, benedizioni, oltre a risate e litigate colossali tra grandi ed adulti. Sabato sera abbiamo cucinato pizza x più di 40 persone e tutto sommato e' stato un successo. Concludo brevemente con una piccola nota di speranza: oggi abbiamo visitato un santuario mariano in mezzo ad un villaggio musulmano dove le suore accolgono più' di 100 bambini senza alcuna velleità' di conversione (cosa tra l'altro impossibile qui, x qualunque religione)... La pace si può' costruire, ma solo partendo dai piccoli qualunque religione)... dai piccoli gesti concreti di rispetto reciproco e di servizio alla persona. Un abbraccio a tutti... vado a mangiare un gelato! .
27 luglio che periodo particolare! Stiamo concludendo l'ultima settimana di grest. Ci sono diverse iniziative che stanno finendo e come succede sempre tante cose che richiedono attenzione simultaneamente. Giovedì ci sarà il party finale, poi lunedì prossimo la festa finale con le leaders. Poi il primo periodo sarà praticamente finito. Sono felice. La realtà sta superando ogni previsione in ciò che ho ricevuto, in incontri, in opportunità, in strumenti di conoscenza. Volevo solo condividere con voi il grande week end appena trascorso, a Qumran, Masada e bagno sul Mar Morto e la gioia di incontrare i pellegrini della mia parrocchia proprio qui, in quella che per questo mese è stata casa mia, la mia parrocchia estiva. Per il resto, ogni giorno è da gustare, con piccole difficoltà e grandi doni. Vi penso spesso, più di quanto vi scrivo. Spero che anche voi stiate trascorrendo serenamente questi mesi estivi. Un sincero abbraccio! Buon caldo a tutti (o qualunque clima stiate vivendo adesso!) Lucia
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E’ un venerdì sera di fine ottobre- l’orologio dell’aeroporto di Youndè, la capitale del Cameroun segna le 21.30 – tra poco mi chiameranno per l’imbarco- sul Volo che mi riporterà a casa, in Europa. Intorno a me tutto è lindo ed ordinato; non ci sono molte persone: del resto questo aeroporto non è mai affollato e frequentato come quelli europei.
Mi sembra passata un’eternità da quando sono arrivata nello stesso luogo un pomeriggio di due settimane fa ed al tempo stesso, mi sembrano volati i giorni della mia permanenza a Zamakoè, un villaggio a 15 km dalla capitale Youndè e a 10 km circa da Mbalmayò-zona sud del Cameroun. Qui c’è l’”Oasi Mère de l’Amour”-con il nascente Ospedale di Notre Dame, dove vivono e lavorano le Suore Figlie del Sacro Cuore di Gesù.
Mentre aspetto riapro il mio quadernetto che ho utilizzato dal giorno della mia partenza e sul quale ho annotato un po’ le mie sensazioni, le impressioni, le amarezze, ma anche le soddisfazioni provate durante questa mia esperienza. Cosi, mentre aspetto, ritorno con il cuore alle giornate appena trascorse, al giorno del mio arrivo in Cameroun, quando, con lo slancio del volontario ma ancora la mentalità della turista entro in questo Paese. caldo, umido. La sua gente è cosi diversa-non tanto per il colore della pelle o per l’abbigliamento appariscente e colorato-quanto per l’insieme del modo di essere. Questa Nazione nonostante la povertà che conoscerò, mi apparirà bella, rigogliosa e con molte possibilità di crescere, crescere e migliorare! Direi che l’immagine simbolica di questo Stato è per me quella di un bimbo.-Ciò che di più bello ho visto sono proprio loro, i bambini: meravigliosi, tutti bellissimi,- quando in chiesa li vedevo pregare devoti alla domenica, vestiti a festa, quando venivano da me perché malati, o quando li incontravo in ospedale perché accompagnavano i parenti in visita: belli! Tutti! Con dei dolcissimi occhioni brillanti incorniciati da lunghissime ciglia ricurve! Curiosi ma educati-Vivaci ma buoni! Sfogliando le pagine del mio diario, mi accorgo che nei primi giorni ho incontrato qualche difficoltà, legata alle diverse abitudini da adottare- ad un ambiente con minori risorse disponibili- Difficoltà k ho incontrato non solo nella mia quotidianità personale:come la necessità di proteggermi costantemente e scrupolosamente da punture di insetti per evitare malattie pericolose, la mancanza di comodità, come l’acqua corrente calda, i cibi raffinati, i prodotti da toilette, un letto ed un clima confortevoli, la tecnologia; ma anche nell’ambiente di lavoro (dove era impossibile reperire materiali che in Italia consideravo scontati-sia in ambulatorio che in sala operatoria!).In Africa tutto è prezioso e nulla è scontato come da noi. Ma ci devi andare per credere. Ecco, dopo i primi giorni, in cui ero un poco sconcertata anche se cosciente che non potesse essere altrimenti; il contatto diretto con la gente, l’esperienza di curarla, condividere la vita locale con le Sorelle che vivono nella missione di Zamakoè- mi ha coinvolto ed appassionato. Ogni sera avevo qualcosa di nuovo da scrivere nel mio diario, e non ero più frustrata perche mi mancavano il mio cuscino o la mia doccia! Tutto era passato in secondo piano- Stavo bene lo stesso! Stavo bene con me stessa…e con i fratelli che conoscevo giorno dopo giorno… Nonostante le difficoltà della Lingua (accidenti!), ho trascorso dei giorni significativi durante i quali con il personale del piccolo ospedale ho scherzato, riso, lavorato e talvolta …pianto! Ormai quando alla mattina arrivavo in ospedale, da lontano tutti mi salutavano ed io, per farli più contenti avevo persino imparato a salutarli nella loro lingua locale! Che sorpresa la prima volta per loro!- Ma a parte tutto questo- che tanta gioia mi ha dato, ogni giorno ero chiamata ad una sfida verso le malattie a cui adulti e bimbi sono esposti, alcune sconosciute da noi altre ben note e ben curabili gratuitamente dal nostro Sistema Sanitario-mentre da loro, dure da guarire per la scarsità di mezzi economici a disposizione e di reperibilità dei medicamenti stessi. Ecco, questo mi dava talvolta frustrazione: mi auguravo di essere in Italia, per avere a disposizione il laboratorio analisi, la farmacia, tutte le comodità di cui un medico può disporre! Qui non è cosi, tutto è una conquista, ed il medico deve adattarsi e dare il meglio con quello che c’è-anche in sala operatoria!
Grazie alla Superiora Sr Michela, tanto brava e forte – nelle difficoltà quotidiane che deve affrontare, ho potuto sbirciare nella vita locale, come andare al mercato e comprare frutta, pesce, il pane- gli alimenti tipici del luogo e osservarne con curiosità le caratteristiche, sentirne gli odori e i sapori-non sempre a me gradevoli-osservare le abitudini degli abitanti locali, a volte cosi bizzarre per noi europei. Durante la permanenza del Fondatore dell’Oasi, il Sig.Marco Ferrari, abbiamo inoltre visitato un orfanatrofio ben seguito ed organizzato- e il carcere di Mbalmayo che mi ha sconcertato e rattristato per la sua realtà – Abbiamo comunque cercato di dare il nostro piccolo contributo per aiutare nel limite del possibile –
Ormai è ora che mi incammini e passi il controllo Doganale. Sono lieta di tornare a casa, di tornare dai miei pazienti, di tornare nella mia Italia- ma qui lascio un pezzetto del mio cuore – come immagino succeda a tutti i Volontari che vi arrivano. E’ stata una esperienza unica-che vorrei poter ripetere anche il prossimo anno perché sento potrei dare ancora di più- visto che ormai mi ci sento di casa. Là ho lasciato delle persone amiche, dei validi colleghi del luogo con cui ho lavorato, le infermiere , il personale aiutante la struttura e le Sorelle Sr.Michela con Sr.Rani e Sr.Zenaide, ma soprattutto, là ho lasciato un’Africa che ora sento un po’ anche MIA!
Patrizia
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A sinistra puoi trovare dove andremo in missione nel 2009. Il depliand in formato .pdf
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L’incontro con il dott. Viktor Tushaj sindaco di Lezha si terrà nel teatrino e vedrà coinvolte le classi Terze, Quarte e Quinte dell’Istituto. Il sindaco viene per suo espresso desiderio e per conoscere la Scuola che, assieme al Comune di Verona, ha aiutato la sua città durante l’estate appena trascorsa. Viktor parla perfettamente la nostra lingua; ci raggiunge per comprendere la realtà veronese e per far conoscere la situazione del suo paese e della scuola in Albania. Sono gradite domande e questioni inerenti alla situazione politica, sociale e scolastica in Albania, soprattutto in relazione al drammatico cinquantennio di dittatura che ha lasciato ferite ancora apertissime. Il sindaco in seguito incontrerà i rappresentanti del Comune di Verona e di quello di Villafranca.
Ringraziamo i colleghi per la collaborazione e la disponibilità.
La Presidenza, la Madre Superiora e la Commissione Educazione alla Multiculturalità
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V.Ai
Assemblea il 20 aprile
Approvazione del bilancio e relazione attività 2007-2008 era il primo punto all’ordine del giorno dell’Assemblea V.Ai
Con un bilancio ,molto basso, approvato all’unanimità si è passati a relazionare i soci sull’attività 2007. Innanzitutto un ringraziamento va ai i soci che su e giù per l’Italia , aiutano nei traslochi e nella piccola manutenzione delle casa in Italia, e a chi si è recato all’estero in Kossovo e Albania in estate per i grest organizzati e per l afornazioen degli animatori. E un garzie a chi si è reacto in Albania per la manutenzione della casa e aiutato le donne nel laboratorio di cucito e ricano.
Si è passati poi a vedere sue DVD uno per il progetto Costa d’Avorio (finanziamento di un centro di Fisioterapia) presentato a Trento alla Marcia delle Scuole Cattoliche e uno sul viaggio in India a febbraio. Un modo per conoscere mondi e realtà diverse e che ci porteranno nel 2008 in Albania e in India.
Un ringraziamento a Lorenzo che ha guidato l’associazione per un anno e lascia la Presidenza impegnato con un’altra associazione nella costruzione di una casa di accoglienza per bambini. L’ assemblea è stata infatti tenuta e guidata da Stefano vicepresidente del V.Ai
Un pranzo che ha consolidato le amicizie ha concluso la mattinata.
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Potete vedere il video del viaggio in India fatto a febbraio 2008. E' un filmato amatoriale, direi molto amatoriale,ma che ci fa vedere alcune case nostre e il viaggio che intenderemmo fare a ottobre di quest'anno.
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